La storia del fumetto Serbo

 

La nascita ufficiale del fumetto serbo è fissata al 1930, quando il supplemento di uno dei più diffusi quotidiani locali “Politika za decu” presenta la prima storia a strisce con le classiche nuvolette parlati. Nel 1932 segue la prima pubblicazione di un fumetto americano Felix the Cat  sulle pagine di “Veseli četvrtak”, insieme al primo Mickey Mouse serbo di Božidar Kovačević (scrittore e poeta) e Ivan Šenšin (disegnatore). Il periodo precedente a questa data è piuttosto sconosciuto sia perchè durante i bombardamenti nazisti su Belgrado la Biblioteca nazionale che conservava i periodici illustrati nati fra Otto e Novecento venne distrutta, sia perchè i primi disegnatori di fumetti non firmavano i loro lavori o li siglavano con pseudomini e iniziali obbligando gli studiosi e riconoscimenti e comparazioni di stili non sempre semplici. Il pittore Dimitije Avramović (1815-1855) è considerato uno dei padri del fumetto serbo, autore di illustrazioni satiriche e litografie composte da riquadri separati a volte accompagnati da commenti scritti che anticipano il meccanismo della striscia. Come per il resto d'Europa, anche in Serbia la nascita del fumetto si intreccia con la storia dei giornali satirici e umoristici come con i periodici illustrati dedicati ai bambini. La seconda metà del XIX secolo è caratterizzata dall'attività di importanti autori quali il poeta Jovan Javonović Zmaj, l'illustratore Milivoj Maukoić, l'artista Jovan Pečić e Brana Cvetković fondatore, nel 1902, del famoso “Satir”. Le riviste dedicate alle letteratura illustrata per l'infanzia hanno un particolare sviluppo durante i primi tre decenni del Novecento grazie a editori del calibro di Ivan Zrnić e sua moglie Jelena Jovanović, fondatori, fra gli altri, di “Naša deca” e “Jugoslovenske ilustrovane novine”. Artisti come il poeta serbo-bosniaco Isaije Mitrović e l'illustratore e pittore Josif Danilovac sono i creatori delle prime vere storie illustrate con personaggi ricorrenti, fra cui la più celebre “Putovanje oko sveta” (Viaggio intorno al mondo) in cui due ragazzi viaggiano attorno al mondo attraversando terre sconosciute e incredibili avventure. In questo periodo i giornali iniziano a offrire i supplementi settimanali dedicati ai bambini: nel 1934 un'intera pagina di “Politika” è dedicata al fumetto americano “Secret Agent X-9”. Nel presentarla la redazione decide di adottare il termine americano “comic strip” per indicare questa nuova arte fornendone però versione autoctona cancellando “comic” e tenendo solo la parola “strip” che da allora venne usata in tutta la Yugoslavia che oggi diventata “stripa”. Da questo momento i fumetti dedicati a serie poliziesche e d'azione si moltiplicano, nasce il personaggi di Hari Vilsa di Vlasta Belkić e nel 1935 le prime due riviste di fumetto “Strip” e “Crtani film” in cui i fumetti americani si accompagnano a strisce di autori serbi e di origine russa come Vadim Kurganski e Djordje Lobačev, Nikola Tiščenko e Nikola Navojev autori di celebri parodie di Topolino. Anche il fondatore di una delle più importanti riviste di fumetto tra le due guerre mondiali “Mika Mis” (1937-1941) è un emigrato russo, Aleksandar Ivković come gli altri fuggito dalla Russia post-rivoluzionaria. Sulle pagine del suo “Mika Mis” si incontrano i migliori disegnatori segnando, così, un momento eccezionalmente fertile per il fumetto e l'illustrazione serba: Lobačev, Solovjev, Kuznjecov, Navojev, Ranhner, Janković, Marković, Ebner e Djordje consolidano un linguaggio autenticamente espressivo, aggiornato agli autori americani ma autonomo caratterizzato da un estetica prevalentemente realistica alleggerita da magistrali stilizzazioni e caricature. La maggior parte di questi disegnatori lavora con la collaborazione di scrittori perchè spesso si illustrano lavori letterari, sia yugoslavi che no, o antiche favole balcaniche. Durante l'occupazione nazista, il successo e la continua crescita del fumetto serbo conoscono una battuta d'arresto dovendo fare i conti con la censura e la macchina propagandistica tedesca. Storie a fumetti si trovano comunque anche all'interno della stampa partigiana – per esempio la rivista “Pionir” - in cui a un'estetica bassa e povera di mezzi si associano storie vere riguardanti la vita dei partigiani. Subito dopo la fine della Guerra, nascono nuove e importanti pubblicazioni fra cui “Comet” e “Sparrow”. Iniziano anche i primi attacchi al genere fumetto riferiti al suo ruolo nell'educazione dei bambini, sia ai suoi discutibili contenuti morali ed etici, basti pensare che nelle prigioni politiche era proibito leggere fumetti. Solo verso gli anni Cinquanta il clima diventa più favorevole verso i comics anche perchè dopo la rottura con Stalin, la Yugoslavia è un paese dove si potevano trovare e leggere i fumetti americani. Una delle iniziative editoriali più significative del periodo è “Pionirs” pubblicato dal 1951, di grande formato, ricco di illustrazioni e pagine a fumetti. In questi anni c'è una vera e propria esplosione di pubblicazioni di fumetti, inserti di riviste e giornali, di strisce pubblicate direttamente all'interno delle pagine dei quotidiani, settimanali e mensili, dallo sport alle riviste militari. Il 1957 è stato un anno fondamentale per il fumetto serbo: nasce “Dečje movine”  una rivista scolastica creata anche da un gruppo di bambini con una tiratura di mille copie, “Kekec” e “Veseli zabavnik” ricchi di fumetti francesi, americani e naturalmente di autori yugoslavi: Andrijna Maurović, Ješa Milanović, Aleksandar Grbić, Ivo Petković, Slobodan Milić e Stanić e Dragan Savić. L'inizio degli anni Sessanta è caratterizzati da una predilezione per i fumetti comici – in primis il satirico “Jež” - e fumetti con storie d'avventura edificanti spesso a sfondo educativo. In questo periodo nascono i primi libri a fumetti che in edicola affiancano le riviste, il caso di maggior successo “Nikad robom”,  dedicato alle avventure dei due partigiani Mirko e Slavo,  vende 200.000 copie nei primi anni Settata. In questo nuovo decennio si consolida anche una tendenza nata a metà Sessanta: portare i personaggi delle sitcoms della TV sulle riviste a fumetti, fra cui, la più celebre è l'americana “Lunga calda estate” pubblicata a fumetti sul quotidiano “Ekspres Politika” che portò addirittura l'attore Roy Thinnes a visitare Belgrado. Sono gli anni di Dikan un eroe nato dalla penna di Nikola Lekić che combatte le sue battaglie in una Serbia misteriosa e medievale.
Quando nel 1975 in Francia nasce la rivista “Metallo Urlante”, segnando un nuovo capitolo nella storia del fumetto internazionale, a Zagabria attorno alla rivista “Polet” si anima un gruppo di giovani autori che formarono il collettivo Novi kvadrat, e l'omonima rivista, fra cui vi sono Radovan Devlić, Mirko Ilić, Igor Kordej, Ninoslav Kunc, Emir Mesić e Nikola Kostandinović unico membro di stanza a Belgrado. “Novia kvadrat” rappresenta un punto di rottura all'interno della storia del fumetto yugoslavo, sancendo la nascita della cosiddetta terza generazione di autori di fumetto (definizione di Ljubomir Kljakić). Da questa esperienza scaturiscono altri gruppi e riviste fra cui “Beogradski krug 2” di Belgrado, “Fons” a Novi Sad e “Sarst” a Sarajevo. Nel primo numero di “Beogradski krug 2”, diretta da Bojan M. Ɖukić, il gruppo redazionale annuncia che il fumetto riguarda sia l'espressione realistica che assurda, underground e d'avanguardia contemporaneamente. Da un concorso del 1978, a cui parteciparono circa ottanta autori, nasce “YU STRIP” un mensile dedicato al fumetto yugoslavo che continua fino al 1987 raggiungendo un successo di 30.000 copie vendute. Solo due anni prima Ljubomir Kljakić cura la mostra Fiction-Comics-Society, a cui seguono altre manifestazioni tanto che negli anni Ottanta i fumetti entrarono nelle gallerie d'arte e nel 1986 a Parigi si tiene la famosa mostra Yugoslav comics 1966-1986 che conferma il successo di molti autori yugoslavi in terra francese e un crescente interessa critico per il fumetto – nel 1979 viene pubblicato The Comic Poetics di Ignjatovie e nel 1985 Comics – Origins and Significance di Tomić. Questi sono gli anni in cui alcune case editrici yugoslave, fra cui la Dnevnik di Novi Sad, acquisiscono le licenze per pubblicare i grandi fumetti stranieri da Tarzan a Tom e Jerry. Gli anni Novanta sono segnati da una profonda crisi economica e dalla dissoluzione della Repubblica federale yugoslava, situazione che si ripercuote pesantemente anche sul mercato del fumetto: se alcune riviste e edizioni locali resistono, le gradi pubblicazioni dedicate al fumetto straniero si interrompono. Continuano quelle legate ai periodici e ai quotidiani: “Politikin zabavnik” nel 1992 ripubblica alcune serie nuove del vecchio e popolare personaggio Dikan e con Milosavljević e Jovanović cerca di lanciare una nuova serie dal titolo Krakov, Kracov. Durante questo periodo molti fumettisti yugoslavi - Zoran Kovačević e Bojan Đukić di Tom e Jerry, Dušan Reljić, Branislav Kerac autore di Cat Claw e molti altri ancora - intensificano i loro legami con realtà editoriali straniere, in particolare francesi, belghe e con l'americana Malibu. Nel vuoto lasciato dai grandi produttori si inseriscono nuovi e piccoli gruppi editoriali, per esempio Bata di Belgrado che da libreria diventa casa editrice che, fra le altre, pubblica “Tron” raccolta della nuova generazione di autori serbi affiancati ai grandi maestri stranieri, da Moebius a Wellace Wood. Nel 1993 la Disney,  allineandosi alla Nato e all'Europa occidentale nell'attuazione dell'embargo alla Serbia e al Montenegro, ritira i diritti di pubblicazione e il quotidiano “Politika” intitola in prima pagina “Le sanzioni economiche ci hanno lasciato anche senza Topolino e Paperino...” Nel 1991 Aleksandar Zograf crea “Alas!Comics” un fanzine di piccolo formato che, con l'aiuto del fumettista americano Jay Lynch protagonista dell'Underground, viene ripubblicata negli Stati Uniti e in Canada. Le storie raccolte raccontano dell'allucinante realtà quotidiana dei Balcani durante le guerre in corso e vengono pubblicate dal padre del fumetto underground americano Robert Crump su “Weido” e “Zero Zero”, mentre nel 1994 la Fantagraphics Books pubblica i due libri di Zograf Life Under Sanctions e Psychonaut. Nel 1992 un altro pilastro del nuovo fumetto serbo, Wostok (Danilo Milošev) tiene una prima mostra delle sue tavole e booklet. Si moltiplicano le fanzine sull'esempio di “Alas!Comics”: nel 1993 nasce “Krpelj” di Wostok, “Kinder tegla” di Lazar Bodroža che contiene fra l'altro un inserto ancora a fumetti fatti sulla carta igienica, i toilet strip. Nel 1993 nasce “Patagonija” che presenta diversi autori serbi fra cui Wostok, Grabowski, Zograf, Ivana Filipović, Saša Mihajlović, Momci, Dr. Fuzz, e stranieri. In questi anni si organizzano molti incontri e mostre dedicate al fumetto, fra cui,  60 Years of Serbian Comics 1935-1995 a Subotica e il Salon of Yugoslav Comics a Pančevo del 1996 dove nel 2002 nasce GRRR! International Comics Festival. Nel 1995 la casa editrice belgradese Luxor presenta una serie di storie nuove, fra cui, Generation Tesla, Twilight Warriors e Romero che segnano la nascita dei primi super-eroi autoctoni creati da Siniša Radović (sceneggiatore) e Zdravko Zupan e Bora Miličević (disegnatori). Nella secondo metà degli anni Novanta nascono tre importati riviste: “Lavirint” pubblicata dalla radio Joker e su cui oltre ai noti Zograf, Mihajlović e Wostok, appaiono nuovi ospiti come Maja Veselinović e Ivan Grubanov; “Striper” di Radovan Popović su cui autori tradizionali vengono accostati a gruppi alternativi; “Grafička zavera” (Graphic Cospiracy) prodotto dal centro culturale Rex e diretto da Zoran Penevski. A cavallo del nuovo millennio si conferma il successo del fumetto d'autore serbo tanto da fa parlare di una “Serbian Wave”: nel 1999 il concorso internazionale indetto dalla casa editrice francese “Glenat” è vinto da Goran Skrobonja e Dražen Kovačević con Točak, nel 2001 il Festival francese di Angouleme premia Bič božijin di Aleksa Gajić e nel 2002 il Cortoon Art Museum di San Francisco dedica una mostra personale a Zograf. (Viola Giacometti)

International Comics Festival GRRR! 5