Gianmario Spacca (Presidente Regione Marche)
Patrizia Casagrande (Presidente Provincia di Ancona)
Fabio Sturani (Sindaco di Ancona)
Giampaolo Giampoli
(Presidente Camera di Commercio di Ancona)

 

Una mostra, quella dedicata ai disegnatori bosniaci, italiani e serbi,  che si iscrive in un progetto di cooperazione culturale, l’iniziativa AdriaticoMediterraneo, sostenuto con convinzione  dalle istituzioni da noi rappresentate.
Un ‘evento nell’evento, che assume un valore particolare. Da un lato perché investe un territorio con il quale storicamente la nostra regione ha un rapporto speciale, dall’altro perché disegna (parola usata non a caso) relazioni sociali con Paesi che, usciti da una storia tormentata, sono parte fondamentale di una nuova idea di Europa.
Ciò nella consapevolezza che la cooperazione culturale offre ai processi di democratizzazione e riconciliazione uno strumento di straordinaria efficacia.
Il progetto AdriaticoMediterraneo consente alla nostra politica di esprimere due fra le sue vocazioni più autentiche: l'impegno democratico e il sentimento di solidarietà internazionale.
In campo culturale questo impegno si traduce nella costante promozione di un sapere diffuso e partecipato, legato a un processo di democratizzazione reale e a un’interpretazione attiva della cultura.
Relazioni e rapporti tra Paesi che passano attraverso un confronto diretto in una comunione di intenti e di lavoro.
Ed è proprio questa la  grande novità di un progetto culturale che, assecondando un crescente fenomeno sociale, assume il carattere della trasnazionalità.

La cultura, quindi, come bene prezioso e   fondamentale per la costruzione di una nuova Europa, più sociale e solidale.

Gianmario Spacca (Predsjednik Regije Marke)
Patrizia Casagrande (Predsjednik Provincije Ankona)
Fabio Sturani (Gradonačelnik Ankone)
Giampaolo Giampoli (Predsjednik Privredne Komore Ankona)

 

Jedna izložba, posvećena bosanskim, italijanskim i srbijanskim crtačima stripa, koja ulazi u projekat kulturne kooperacije, inicijative Adriatico Mediterraneo, koju snažno podržavaju institucije koje predstavljamo.
"Događaj u događaju", koji poprima jednu posebnu vrijednost. Sa jedne strane zato što pokriva jedan teritorij sa kojim istorijski naša regija ima specijalan odnos, sa druge zato što ilustrira (ne koristimo slučajno ovu riječ) društvene odnose sa državama koje su izašle iz mračnih dešavanja i koje su fundamentalni dio nove ideje Evrope.
Znajući da kulturna saradnja nudi procesu demokratizacije i pomirenja jedan veoma efikasan instrument.

Projekat Adriatico Mediterraneo dozvoljava našoj politici da izrazi svoja dva najautentičnija poziva: zalaganje za demokratiju i osjećaj internacionalne solidarnosti.
U polju kulture to zalaganje se odražava u konstantnoj promociji prostranog i učestvovanog znanja, vezanog za proces realne demokratizacije i aktivnog tumačenja kulture.
Relacije i odnosi između Zemalja koje prolaze kroz jednu direktnu konfrontaciju zajedničkim namjerama i radom.
Baš to je velika novost jednog kulturnog projekta koji, prateći jedan rastući društveni fenomen, dobiva transnacionalni karakter.

Kultura, dakle, kao vrijedno i neophodno dobro za razvoj nove Evrope, društvenije i solidarnije.

Andrea Nobili (presidente associazione Adriatico Mediterraneo)

 

C’è vita nei Balcani? si domandava qualche anno addietro Aleksandar Zograf, fumettista e disegnatore, ma soprattutto prestigiosa voce critica dell’ex Yugoslavia.

Non deve stupire che uno dei più noti intellettuali dell’area balcanica provenga da una scena culturale non ufficiale, considerata underground, quella del fumetto e dell’illustrazione.
Questo perché il  fumetto, come e meglio di altre espressioni artistiche, può portare dentro sé i segni della Storia, spesso tormentata e assurda: reportages in tavole che descrivono la realtà in modo onirico. Letteratura disegnata, che appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visive.

   Nel caso del presente catalogo, illustrativo di una serie esposizioni di disegnatori bosniaci, serbi e italiani (Ancona, Sarajevo e Belgrado), promosse dall’associazione Adriatico Mediterraneo in collaborazione con l’associazione Mirada, si può dire che esso è uno straordinario veicolo visuale, utile alla conoscenza di un immaginario, quello dei Balcani,  che difficilmente trova spazio per raccontarsi.
E che forse aiuta a trovare una risposta alla domanda sopra formulata.

   Si, c’è vita nei Balcani. Ed è una vita positiva e propositiva.
Anche grazie al lavoro di una generazione (identificata non solo e non tanto in senso anagrafico) culturalmente altra. E’ il lavoro che nasce da una creatività diversa. Da nuove espressioni artistiche, da un’attenzione per la contemporaneità, da una vocazione all’integrazione e allo scambio culturale.
E che alimenta la speranza,  molto sentita nei Balcani,  di essere, a prescindere dalle credenze etniche e religiose,  parte di una nuova Europa.